Alla Biennale Donna di Ferrara si parla dello stretto legame tra arte e militanza femminista 

A Ferrara c'è una biennale, giunta alla sua ventesima edizione, che celebra l'arte contemporanea al femminile. E quest'anno si parla di femminismo

Yours in Solidarity: è questo il titolo dell’esposizione che attraverso il punto di vista di artiste donne mostra come il concetto di femminismo si sia evoluto e diventato sempre più inclusivo. Il titolo, tratto del video in mostra di Nicoline van Harskamp, inquadra la solidarietà come nozione centrale sia dell’esposizione ma anche del movimento femminista stesso.  

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La XX Biennale Donna a Ferrara 

Le curatrici, Sofia Gotti e Caterina Iaquinta, sono riuscite a trattare concetti ampi e complessi rendendoli lampanti. Tramite un allestimento semplice, nello spazio ferrarese si dischiude, infatti, una mostra ricca e stimolante: passando dalle lettere-opere di Amelia Etlinger alla video-performance e installazione di Binta Diaw si parla di quali siano I temi che, le donne che agiscono nel mondo dell’arte, attualmente affrontano. Yours in Solidarity rende esplicito il collegamento tra gli argomenti affrontati dalle passate edizioni della Biennale Donna e le tematiche del femminismo contemporanee, come si può notare dalla sala dedicata all’UDI – Unione Donne in Italia: questi, inoltre, sono proprio gli argomenti trattati anche dall’ artista Bracha L. Ettinger piuttosto che nei lavori-manifesto di Sara Leghissa.  

Le opere in mostra alla Biennale Donna 

Tramite i materiali d’archivio dell’associazione si può notare come ci sia una continuazione -e una conseguente ripresa- nel contemporaneo di temi e pratiche che fin dall’inizio sono stati adottati come linguaggio sia dalla militanza femminista che dalle artiste donne. Esempio di questa connessione è il recupero della pratica del cucito: azione che veniva compiuta sia dalle militanti femministe – tra cui quelle dell’UDI, come si vede in mostra-, che dalle artiste contemporanee come Muna Mussie.  

Chiara Battaglino 

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