Lo Strillone: ultimo schiaffo all’Expo, si ritira Dante Ferretti su La Repubblica. E poi Arts & Foods, Il cibo nell’arte a Brescia, Barcellona a Palazzo dei Diamanti

“Sono arrabbiato certo. Anzi, sono un po’ di più che arrabbiato, sono proprio incazzato”. La Repubblica registra l’ultimo schiaffo, in ordine di tempo, incassato dell’Expo di Milano: il ritiro della firma da parte dello scenografo pluripremiato agli Oscar Dante Ferretti, “ingaggiato per stupire i visitatori dell’Esposizione con scenografie d’autore”, un mercato costituito da otto stazioni […]

Sono arrabbiato certo. Anzi, sono un po’ di più che arrabbiato, sono proprio incazzato”. La Repubblica registra l’ultimo schiaffo, in ordine di tempo, incassato dell’Expo di Milano: il ritiro della firma da parte dello scenografo pluripremiato agli Oscar Dante Ferretti, “ingaggiato per stupire i visitatori dell’Esposizione con scenografie d’autore”, un mercato costituito da otto stazioni lungo il viale centrale tra i padiglioni, il decumano, ispirate al cibo e alla vita nei mercati. “La gara per costruirle – base d’asta 876mila euro, ribasso di oltre il 40 per cento – è stata aggiudicata soltanto adesso. Vincitore: Cinecittà. E per Ferretti sarà praticamente impossibile che siano terminate per il momento del via. A meno di ridurre il disegno”. Ma lui mette le mani avanti: “non ci penso proprio a una realizzazione parziale e li diffido dall’usare il mio nome. Anche ammesso che accelerino, la qualità è fondamentale”, puntualizza. “Non parteciperò, ho un nome da difendere. Ma sento dire che forse ci sarà un’altra cerimonia, il 2 giugno per la festa della Repubblica. Sicuramente non voglio mettermi a fare un’inaugurazione con qualcosa che non mi appartiene. Se vogliono mettere due bancarelle, vadano pure al mercato. Dopo avermi pagato, naturalmente. Non so quello che faranno”.

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Ancora Milano, lato Triennale. Il Giornale racconta “l’abbuffata d’arte ipercalorica ma molto saporita” che – dopo le polemiche sui compensi – il curatore Germano Celant apre con la mostra Arts & Foods. “Finiti i tempi del pro e contro, ora se ne può parlare a ragion veduta, giudicando per ciò che abbiamo visto, anche se penalizzati dall’abitudine di considerare l’anteprima stampa un cantiere aperto con molte opere ancora da allestire e le didascalie mancanti”. Arte e cibo anche per Il Fatto Quotidiano, che invece torna a Brescia per l’ampia mostra filoexpo “Il cibo nell’arte. Capolavori dei grandi maestri dal Seicento a Warhol”, presso Palazzo Martinengo: “ha velocemente acquisito l’idea principale, ovvero il tema del cibo, che si integra nelle nostre vite in maniera perpetua, senza aver mai assunto la dignità imprescindibile del suo stato antropologico e culturale (ci si occupa più da decenni della forma del corpo che del valore di ogni singolo alimento)”. Milano Finanza va a Ferrara per presentare la mostra La rosa di fuoco, che dal 20 aprile al 19 luglio porterà a Palazzo dei Diamanti la Barcellona bohémienne di Picasso e Gaudi.

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Massimo Mattioli

Massimo Mattioli

É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto.…

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