Corpi, tessuti e introspezione. Diana Orving in mostra a Milano

Con l’utilizzo di tessuti e materiali riciclati, Diana Orving fa arte in modo sostenibile e sceglie di raccontare il cambiamento del corpo di una donna

Tempesta gallery a Milano ospita per la prima volta in Italia il lavoro di Diana Orving (Stoccolma, 1985). L’artista crea una serie di opere in cui si interroga sul mutamento fisico e psicologico del suo corpo. Infatti, tutti i lavori presenti in mostra sono prodotti da Orving durante la sua esperienza di gravidanza e riflettono sul tema del parto e della genitorialità.
L’artista avvia il suo processo creativo facendosi guidare dall’improvvisazione e dall’intuizione. I suoi studi da fashion designer permettono a Diana Orving di mettere in campo una conoscenza magistrale dei tessuti impiegati per la realizzazione delle opere. Si tratta di tessuti naturali come cotone, seta, e juta. I drappi vengono tagliati, assemblati, cuciti e prendono una forma nuova e innovativa.

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Diana Orving. Photo Erik Lefvander for The New Era Magazine, 2021

Diana Orving. Photo Erik Lefvander for The New Era Magazine, 2021

LA MOSTRA DI DIANA ORVING A MILANO

All’ingresso della galleria è presente una grande opera dal titolo BECOMING, una “scultura tessile” in juta che riempie lo spazio fino al soffitto e che sembra rappresentare un grande e sinuoso organismo vivente. Altri lavori, posti a parete, sono delle grandi tele formate da tessuti dipinti. Le curve dei tessuti invitano lo spettatore ad avvicinarsi e a immergersi nei quadri per poi uscirne con una nuova consapevolezza. La mostra è accogliente, richiama l’attenzione e invita il visitatore a uno sguardo approfondito sui lavori dell’artista.

Gloria Vergani

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