Fulco Pratesi illustratore e pittore. La mostra alla Camera dei Deputati a un anno dalla scomparsa dell’ambientalista che portò il WWF in Italia

Taccuini illustrati dal vero, diari naturalistici, quadri e tavole per le campagne del WWF raccontano quanto attivismo, scienza e arte siano sempre rimasti intrecciati nell’attività di Pratesi, architetto, divulgatore e ambientalista ante litteram. La mostra a Roma dal 4 marzo

Un anno fa – era il primo marzo del 2025 – Fulco Pratesi moriva all’età di 90 anni, dopo una lunga vita spesa a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della tutela ambientale. Giornalista e scrittore, Pratesi aveva fondato nel 1966 il WWF Italia, diventandone più tardi presidente (e assumendo anche la presidenza della Lipu dal 1975 al 1980). 

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Fulco Pratesi, “La caccia del falco pescatore” (1970 ca), 40 x 28, acquerello e china su carta
Fulco Pratesi, “La caccia del falco pescatore” (1970 ca), 40 x 28, acquerello e china su carta

Fulco Pratesi tra architettura, ambientalismo e illustrazione

La sua formazione universitaria si era orientata, negli Anni Cinquanta, verso l’architettura: romano, classe 1934, Pratesi si laureò nel 1960 intraprendendo la carriera dell’architetto urbanista. Ma la protezione dell’ambiente – anche contro gli abusi dell’architettura – divenne presto una priorità, esercitata attraverso l’attivismo e la divulgazione. Scienza, impegno sociale e arte, però, avrebbero continuato a coesistere nella sua attività, concentrata non solo sulle collaborazioni con quotidiani e riviste di settore e sulla pubblicazione di saggi, guide e libri dedicati all’ambiente, ma anche su una ricca produzione di illustrazioni e acquerelli a tema naturalistico e paesaggistico.  

Fulco Pratesi, “Diario”, 1° gennaio 1989, 21 x 32, acquerello su carta, nella pagina è raffigurato il paesaggio della Laguna di Orbetello – Località “Patanella”
Fulco Pratesi, “Diario”, 1° gennaio 1989, 21 x 32, acquerello su carta, nella pagina è raffigurato il paesaggio della Laguna di Orbetello – Località “Patanella”

La mostra su Fulco Pratesi illustratore e pittore alla Camera dei Deputati

L’Arte della Natura, dipinti e taccuini di Fulco Pratesi è la mostra che rende omaggio a questa sensibilità artistica nel primo anniversario della scomparsa dell’architetto ambientalista. Allestita presso la Biblioteca della Camera dei Deputati, a Roma, l’esposizione inaugura il 3 marzo (aperta al pubblico dal 4) ed espone per la prima volta i quadri dipinti da Pratesi, i suoi diari naturalistici e le tavole per L’Orsa, rivista che fondò nel 1978 e diresse fino all’interruzione delle pubblicazioni, nel 2010, pensata come un mensile per ragazzi incentrato sul racconto della natura e della vita all’aria aperta.
Fino al 12 marzo, la mostra promossa dal Vicepresidente della Camera Giorgio Mulè e patrocinata da Italia Nostra e WWF Italia – a cura di Francesco Petretti,  Francesco Pratesi e Alessandra Fenizi con la collaborazione di Alfonso Mongiu ed Emanuele Martinez – aiuta a comprendere la consuetudine con il disegno dal vero maturata sin da giovane da Pratesi. Per lui la matita e l’acquerello non erano solo strumenti d’arte, ma modi per studiare, capire, proteggere, perché, come amava ripetere, “la conoscenza nasce sul campo”. 


Fulco Pratesi, “fiori di campo” (1990ca), 35 x 26, acquerello e china su carta, tavola per la rivista “L’Orsa”
Fulco Pratesi, “fiori di campo” (1990ca), 35 x 26, acquerello e china su carta, tavola per la rivista “L’Orsa”

Le opere in mostra. Dai taccuini illustrati ai dipinti di Fulco Pratesi

Tutti i documenti e le opere esposti in mostra sono stati messi a disposizione dalla famiglia Pratesi. Attraverso una selezione dei suoi diari e taccuini naturalistici, delle tavole che accompagnavano L’Orsa e dei quadri che arredavano la sua abitazione, il percorso affronta i principali temi che hanno contraddistinto l’impegno artistico, di studio e di attivismo di Pratesi: La paludeIl mare, I clandestini in città, La campagna, Gli incontri immaginari, I viaggi nel mondo di Fulco, oltre ad alcune delle principali Campagne del WWF Italia dedicate al Cervo sardo, Al lupo, Al Grande Albero e a Gli animali “cattivi” da riabilitare.
Sui suoi taccuini, Pratesi schizzava rapidamente a matita e acquerello animali e piante, accompagnati ai margini da brevi note esplicative, per essere riportarli “in bella”, nel diario, una volta rientrato a casa, sul modello dei diari naturalistici dell’illustratrice inglese Edith Holden (1871-1920). In tutto, dall’inizio degli Anni Ottanta alla sua scomparsa, Pratesi produsse 28 tra taccuini e diari. A volte, poi, i disegni diventavano tavole illustrate per le campagne del WWF o quadri.

Completano l’esposizione due teche dedicate all’attività parlamentare di Pratesi – che fu deputato dal 1992 al 1994 – e a due eventi che segnarono la sua vita. Il primo è l’incontro, all’età di diciassette anni, con Fabrizia de Ferrariis Salzano, che sposerà nel 1960, e con la quale crescerà quattro figli e condividerà le battaglie ambientaliste. Il secondo è l’incontro con un’orsa, con i suoi piccoli, durante una battuta di caccia in Turchia nel 1966: episodio che lo porterà ad abbandonare il fucile per diventare strenuo difensore della natura.
Per l’accesso alla mostra – dalle 10 alle 18 – è obbligatorio presentare un documento di identità e per gli uomini indossare la giacca.

Livia Montagnoli

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