Tra arte virtuale. Dopo Tokyo, il collettivo teamLab apre un museo di arte digitale a New York

Il collettivo artistico giapponese, noto per le sue installazioni immersive che annullano i confini tra virtuale e sensoriale, il prossimo anno aprirà a New York un museo digitale grazie alla collaborazione con la Pace Gallery.

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Un museo digitale ma anche sensoriale in cui immergersi, dove arte e tecnologia si fondono al punto da non capire dove inizi l’una e finisca l’altra, per un’esperienza che travalica e rivisita i confini e i concetti di reale e virtuale. Vi abbiamo già parlato di MORI Building DIGITAL ART MUSEUM teamLab Borderless, il museo inaugurato lo scorso giugno a Tokyo da teamLab, collettivo giapponese fondato dall’ingegnere Toshiyuki Inoko nel 2001 e composto da artisti, programmatori, ingegneri, matematici, architetti e animatori impegnati “nella progettazione e nella realizzazione di opere d’arte in grado di esplorare la complessa e antica relazione tra uomo e natura, utilizzando i mezzi tecnologici più avanzati”, come racconta Valentina Tanni in questo articolo. Dopo il successo riscosso a Tokyo, i teamLab hanno recentemente annunciato l’apertura di un nuovo museo, o per meglio dire di una nuova “esperienza immersiva”, a New York, prevista per l’estate 2019 e sostenuta dalla Pace Gallery, che rappresenta il collettivo nella Grande Mela.

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IL MUSEO DI NEW YORK

Il museo newyorchese sorgerà in un magazzino di oltre 4.600 metri quadrati presso la Industry City di Brooklyn a Sunset Park. Stando a quanto riportato dall’Observer, gli artisti un mese fa avrebbero firmato un contratto di locazione della durata di 11 anni. “Volevo scegliere la città migliore affinché più persone venissero a vedere il nostro museo digitale, e così ho pensato a New York”, ha dichiarato Takumi Nomoto, il capo dell’ufficio creativo di teamLab. Il progetto verrà sostenuto dalla Pace Gallery, che rappresenta il collettivo a New York: “Pace sta lavorando a stretto contatto con teamLab per supportare l’organizzazione e la facilitazione di una mostra ambiziosa, immersiva e a lungo termine in quello spazio”, ha dichiarato la galleria.

UN MUSEO DA “PERCEPIRE”

In occasione dell’opening del museo statunitense, il collettivo esporrà alcune installazioni che sono attualmente in mostra a Tokyo. Tra le opere in mostra, Planets condurrà i visitatori all’interno di un labirinto composto da stanze buie in cui particolari sensori di movimento attiveranno una serie di proiezioni di luci caleidoscopiche. In questi ambienti, il pubblico sarà invitato a muoversi a piedi nudi, per sentire le diverse texture che caratterizzeranno il pavimento. In Floating in the Falling Universe of Flowers, attraverso un sistema di specchi e proiezioni di luce digitale i visitatori vengono immersi tra i petali di fiori di ciliegio che cadono. Un memento mori, questo, che così viene commentato da Nomoto: “l’opera mostra agli spettatori che il tempo non si ferma mai, ma proprio come le stelle, o i fiori in questo caso, noi umani non viviamo per sempre, e la vita è così preziosa”.

– Desirée Maida

www.teamlab.art

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