Lo spot del museo che in pochi minuti condensa la storia dell’Umanità

Sono immagini forti ma vere quelle contenute nello spot "Immortal" del Royal Ontario Museum di Toronto: pochi minuti per raccontare la storia dell'Umanità e ricordare che "continuiamo a vivere in ciò che ci lasciamo alle spalle"

Lo spot lanciato dal Royal Ontario Museum di Toronto è un filmato che in pochi minuti ripercorre 4,6 miliardi di anni sul pianeta Terra, attraverso gli occhi di un bambino non ancora nato.

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LE IMMAGINI SHOCK DELLO SPOT “IMMORTAL”

Intitolato Immortal, il video si apre con un’esplosione che ricorda il Big Bang, elementi che si mescolano a simboleggiare la nascita del nostro pianeta e il corpo di un neonato che fluttua nell’acqua, figlio della Madre Terra. Sempre immerso nel liquido, al bambino appariranno immagini simbolo di epoche e vicende storiche. A scene cruente, che vanno dall’Olocausto ad atti di terrorismo più recenti, da riferimenti a schiavitù, carestie e conquiste di terre – sorta di mea culpa da parte del museo, che riconosce di trovarsi su luoghi ancestrali appartenuti a popoli indigeni – si alternano immagini di affetto, scoperta e creatività. Un rimando alla costante spinta e attrazione tra il meraviglioso e l’orribile nel corso della storia dell’Umanità.

CONTINUIAMO A VIVERE IN CIÒ CHE LASCIAMO

Il film, che giunge sino al racconto della pandemia, è diretto da Mark Zibert e racchiude anche un omaggio all’iconica copertina dei Nirvana, dell’album Nevermind, quando il piccolo protagonista vede una banconota da un dollaro fluttuare davanti a sé. Lori Davison, responsabile marketing e comunicazione del museo che ha commissionato lo spot, ha affermato che il messaggio principale del film è “che continuiamo a vivere in ciò che ci lasciamo alle spalle”, sia attraverso oggetti fisici che attraverso quel che abbiamo seminato storicamente e culturalmente. Ogni pezzo del Royal Ontario Museum intende dunque essere un portale per il passato, capace di accendere “importanti conversazioni culturali”.

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Roberta Pisa

Roberta Pisa

Vive a Roma dove si è laureata in Scienze politiche e Relazioni internazionali. Da sempre si occupa di cultura e comunicazione digitale. Dal 2015 è pubblicista e per Artribune segue le attività social.

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