Tanta gente all’inaugurazione di MIA Fair. Immagini dalla fiera milanese di fotografia: il trend di quest’anno? Il paesaggio

Sarà che la fotografia – almeno in apparenza – risulta concettualmente più abbordabile anche a un pubblico di non addetti ai lavori; sarà che la riproducibilità delle stesse immagini (sempre multipli, per quanto in edizione numerata e limitata) le rende popolari anche sul versante economico, nonostante stampe vintage e grandi nomi facciano registrare quotazioni nell’ordine […]

Sarà che la fotografia – almeno in apparenza – risulta concettualmente più abbordabile anche a un pubblico di non addetti ai lavori; sarà che la riproducibilità delle stesse immagini (sempre multipli, per quanto in edizione numerata e limitata) le rende popolari anche sul versante economico, nonostante stampe vintage e grandi nomi facciano registrare quotazioni nell’ordine delle migliaia di euro. Sarà che MIA Fair, in fin dei conti, ha il pregio di concentrare una nutrita proposta di gallerie e autori in spazi relativamente contenuti – quelli di The Mall -, per cui non c’è il rischio di perdere più tempo a camminare tra stand e corridoi, invece che a guardare le opere. Se le cause restano da verificare, di certo c’è che anche quest’anno l’opening dell’evento fieristico non è passato inosservato: senza soluzione di continuità, dalle 18 fino alla chiusura si sono susseguite ondate di visitatori, al punto che in certi frangenti la “concentrazione” di opere risultava persino eccessiva.

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LE TENDENZE
Insomma, di certo MIA Fair merita una seconda visita, ma intanto possiamo già evidenziare alcune tendenze. Rispetto alla scorsa edizione, in cui si è assistito per esempio a una riflessione diffusa sul genere della natura morta, quest’anno la percezione è che molti autori – o molte proposte da parte dei galleristi – si siano concentrati su un’elaborazione pittorica dell’immagine. A farla da padrone è il paesaggio, urbano o naturalistico che sia, spesso e volentieri interpretato come stratificazione di sovraimpressioni, suggestione di sfumature – e sfocature – in bianco e nero o toni pastello. Sembra che il trend punti a negare la realtà – o proprio l’indicalità – della fotografia: se la street photography è sempre più un fenomeno collettivo, e persino la postproduzione e il fotomontaggio sono ormai di pubblico dominio, inutile puntare a immagini vere o “più vere del vero”. Spazio quindi a composizioni astratte e ancor più volentieri evocative. Aggettivo che ben si applica anche a un’altra modalità di ricerca ricorrente tra gli stand di MIA Fair: la fotografia come archivio di memorie, individuali o collettive.

– Caterina Porcellini

www.miafair.it/

 

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Caterina Porcellini

Caterina Porcellini

Caterina Porcellini è nata a Taranto, si è formata al DAMS di Bologna e professionalmente a Milano. Già durante l'università sviluppa un interesse per l'influenza esercitata dalla tecnologia su pensiero e società, attraverso le tesi di Marshall McLuhan, Walter J.…

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